contenitore spazio/temporale personalizzato
Il tempo perde consistenza
quando cessa di essere la ruga preferita sul viso della paura,
ed il lucido e aggrovigliato conato di denti ad aprirsi in sorriso
è un morbido rinvenire dei sensi
è un fazzoletto lercio che traghetta via sudore e lacrime.
"Quello strano odore nell'aria quando esci di casa la mattina e il sole sta cuocendo l'asfalto spingendo via la notte. Ti fa sentire come se ti stessi perdendo qualcosa, ed è vero. E poi ti chiedi quante esperienze ti perderai nel corso della tua breve permanenza sulla terra semplicemente facendo quello che fai ogni giorno. C'è sempre un posto in cui vorresti essere piuttosto di quello in cui ti trovi, indipendentemente dal fatto che sia possibile arrivarci o meno.
Penso che dormirò sul tetto stanotte. Quando ero piccolo, portavo lassù la chitarra, la radio e un paio di cuscini e guardavo i coyote invadere i giardini dei vicini all'inseguimento dei conigli. Accadono sempre così tante cose, anche vicino alle persone e queste a volte non se ne accorgono neanche.
Quante volte sei stato in grado di dire a te stesso che non c'era assolutamente un posto migliore in cui essere? Hai mai pensato a questo e poi è successo qualcosa di meglio? E vogliamo parlare di quando succede qualcosa di orribile e l'unica cosa che desideri è tornare indietro e aspettare un'ora in più prima di alzarti dal letto ché forse le cose sarebbero andate diversamente? Ci sono persone che pensano che negarsi il piacere sia il modo per sentirsi il più vivi possibile. Non sono sicuro che questo possa rendere la vita pi?eno difficile. E questo non ha niente a che fare con il nuovo album dei Pinback Autumn of the Seraphs." - Rob Crow
...ovviamente, fallendo...
tremori forti
evocano un nulla fatto di nebbia e di vento
mani che non si sfiorano
sono sentori di un vacillo annaspante e deprimente
don't you spit it out what it could become
amaro in bocca
fuliggine i pensieri
volatili come elio
umbratili come selvagge steppe
ho aria nelle mani e un cumulo di niente da stringere
la strada non porta assolutamente da nessuna parte
punto .
.
organizzati il tempo
bruciati i neuroni
batti chiodi per scarpe che hanno già fatto il loro percorso
sogna costantemente ciò che non potrai raggiungere
abbi la costanza di non dire ciò che non serve
e la clemenza di non mentire a te stesso
preserva la facoltà di capire un respiro
osserva ciò che puoi ancora vedere ad occhi chiusi
rifugiati in un gioco fatto di ombre e di dita lente
disegna con la mente un quadro che non ha alcun senso se non tattile
mischia le carte in tavola con dolcezza
agitati beatamente per qualcosa di futile
diverti ciò che ti sta attorno con del sano nonsense
comprimi le mani nel gesto di dare
sciogliti laddove il cuore palpita
raccogli i petali di un momento di silenzio a 20 dita
e pensa all'alba
e pensa alle stelle
perchè sei un lurido angelo con le fattezze di un verme
e il tuo destino è distruggerti davanti alla meraviglia...
quello che non dico non lo penso
e quello che sfugge è un palmo di mano arreso
una carezza rubata
un lascito senza tracollo
sono l'apice di me stesso
la punta aguzza di una matita temperata
il codice distorto di un controsenso
abbozzo di supponenza deficitaria
è una tormenta di immagini
un lento divenire di parole in disuso
pratiche per un vento che non spira più
tracotanza di suppellettili da mettere in soffitta
hai smesso ciò che dovevi non fare
l'hai raccolto nelle mani
l'hai bruciato con i neuroni
raccogli scartoffie
cumuli di cose graffianti che non avranno più effetto
barlumi di un potere che non ha senso
è un gioco al massacro
resistenza per inerzia
è convizione in un ideale
la fregatura più cocente
e adesso silenzio per favore...
uomo calvo: eccoti ritrovato!
nano ignoto: c'era da aspettarselo
u.c.: stai sicuramente meglio
n.i.: non saprei
u.c.: ti vedo più sereno, disteso, pronto alla ripartenza
n.i.: non credere alle apparenze... è solo un post sbornia
u.c.: hai deciso che strada prendere nella tua vita?
n.i.: quello che non mi difetta è il senso pratico. so che strada non voglio prendere.
u.c.: che intendi dire?
n.i.: so cosa non posso scegliere ed evito quello che devo scegliere
u.c.: non credi sia un po' autolesionista tutto ciò?
n.i.: non credi che sia peggio aspettarsi che un percorso che è fatto per non essere dritto diventi dritto a forza di spostamenti?
u.c.: ma così rischi di non imparare nulla da ciò che ti si prospetta...
n.i.: è una via di mezzo come altre... è solo meno percorsa
u.c.: ma anche più vigliacca...
n.i.: no, è solo meno possibilista e più indisponentemente neutrale.
u.c.: ti ritrovo quasi cinico
n.i.: il cinismo non si addice alla mia linea logica. se vuoi è parassitismo neurale, indisponenza fittizia, strafottenza benevola...
u.c.: sei un uomo arreso...
n.i.: sono un uomo con le spalle al muro e l'orizzonte che gli scorre sereno a una punta dal naso
u.c.: sembra una bella prospettiva
n.i.: non è una prospettiva, è un lento affogare.