un'immagine
lenta progressione di fonemi visivi
declinazioni epossidiche e friabili di un tempo che non ho vissuto
fragili diramazioni sotto forma di cerberi e cirri che prendono forma in un sussulto di infinito.
prendo spunto da te
perchè da te ho preso coraggio
continuo a guardare, basito
immobile come quando si danza senza musica
completamente in balia di un fuoco che è genuino
che per la prima volta è salubre
approccio alla tua indole
e fai spazio nel tuo ventre
sento e vedo ma l'osservazione è cosa complessa
perchè tanta magnificienza è di difficile comprensione
quando si manifesta erta di cotanta bontà
e le dita reclamano forte
quello che la visione suggerisce ai sensi
ho perso l'attrito delle parole
in un vortice di espressioni fallaci
lascio in un ultimo fiato le parole sommesse
che non fanno altro che ripetersi in un lungo vuoto
come le promesse che non hanno brace
da ardere se non per una vita intera